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Un augurio per il nuovo anno

Martedì 30 ottobre 2018, il forte vento che ha colpito tutta l’Italia del Nord con raffiche stimate intorno ai 140 km orari, ha provocato ingenti danni alle aree forestali del Triveneto. In un giorno sono stati abbattuti tanti alberi quanti se ne abbattono in tutta Italia in un anno di attività selvicolturale, per una quantità di circa otto milioni di metri cubi di legno. Il parco di Paneveggio con la foresta dei violini, quella in cui Stradivari in persona si recava per scegliere l’abete migliore per costruire i suoi strumenti, è stato largamente distrutto.

 

Martedì 12 novembre 2019 è stato quasi un altro ’66. Venezia, così esposta e fragile, è stata colpita da una pesante alluvione. Ci è voluto tempo per capire esattamente i danni che l’acqua alta e soprattutto il sale che contiene hanno causato in generale alla città, ai suoi abitanti e alle opere d’arte, ma l’ammaloramento di alcuni mosaici del pavimento della basilica di San Marco, in particolare quelli raffiguranti due pavoni e quelli di un tappeto fiorito, sono stati evidenti fin da subito.

Circa un mese dopo è stato il turno della Liguria e del Piemonte, invase dall’acqua che ha portato smottamenti, frane, strade interrotte, allagamenti e fiumi di fango.

Il Triveneto nel 2018, Venezia, la Liguria e il Piemonte nel 2019 sono diventate il simbolo universale del pericolo che incombe nell’orizzonte corto dei cambiamenti climatici.

Molti staranno pensando che beh, disastri del genere si sono già presentati negli anni in cui esistevano i nostri bis nonni o nonni, ma è importante considerare che oggi questi fenomeni stanno diventando sempre più frequenti e violenti.

Sono stata a Vigo di Fassa all’inizio del 2019 e vi assicuro che vedere una moltitudine di alberi a terra, boschi inesistenti e la natura così devastata mi ha fortemente commossa lasciandomi senza parole per qualche minuto. La felicità di essere in vacanza, per festeggiare il mio compleanno, ha lasciato il posto ad un attimo di tristezza. Il pensiero è andato a ciò che non esisteva più, all’ecosistema ferito di quelle zone, a quel bosco fatto di un pregiato legno, solo nostro, famoso in tutto il mondo perché scelto da Stradivari.

Pensiamo anche agli avvenimenti di questo 2019: Venezia è un simbolo dell’Italia, è una città unica nel suo genere, meta di milioni di visitatori ogni anno. Le opere d’arte che la caratterizzano sono tesori inestimabili che vanno protetti in ogni modo e che, con questi fenomeni, potremmo perdere per sempre. A ciò, aggiungiamo la disperazione di chi in momenti simili ha perso un parente o un amico, la casa o la propria attività.

Sia la Natura che l’Uomo possono creare meraviglie, che siano il legno pregiato di una foresta o una maestosa e preziosa opera d’arte che abbellisce il territorio. Ultimamente, però, la Natura e l’Uomo non si rispettano. L’Uomo, infatti, ha pensato solo a se stesso, alle proprie necessità, perdendo il contatto con la Natura e inquinando sempre più ciò che ha avuto intorno, senza indugio. La Natura, allora, ha iniziato a ribellarsi.

Crediamo fortemente che Natura e Uomo debbano ricominciare a camminare lungo lo stesso percorso, mano nella mano, e procedere insieme verso obiettivi comuni, nel rispetto di entrambi.

Da questo principio nasce la nostra filosofia, attenta a ridurre l’inquinamento e lo spreco. Nel nostro piccolo, crediamo di poter dare il nostro grande contributo e speriamo che sempre più persone recepiscano questo messaggio e seguano questi principi.

Al giorno d’oggi dobbiamo imparare tutti quanti ad essere curiosi, più informati, a perseguire la cultura e soprattutto la consapevolezza.

Questo è il nostro pensiero per il nuovo anno: ci auguriamo che la sensibilità verso la Natura aumenti sempre più e che, nel tempo, questo ci permetta di proteggere le bellezze del nostro territorio italiano e non solo, che siano naturali o opere d’arte realizzate dall’uomo.

 

Buon anno a tutti da Verde Salvia Home!

 

Foto: unsplash.com