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Nonna Bianca e la torta di rose

Bianca è la mia mamma ed è la nonna di cinque splendidi nipoti, i miei tre figli e le due bimbe di mia sorella.

Purtroppo, non abita vicino a me e periodicamente lei e il mio papà lasciano Mantova, la loro amata città, per raggiungerci e trascorrere del tempo con noi, godendosi a pieno i nipoti che non vedono mai.

Quando raggiungono Bergamo e varcano il cancello di casa in macchina, mi scappa spesso un sorriso divertito: la loro auto è sempre ricolma di gustosi cibi, ingredienti ed aromi mantovani come carne, pesce, uova, pane, affettati, frutta, verdura, vini, erbe aromatiche e non dimenticano mai di portare con loro una miriade di attrezzi utilizzabili in cucina. Ogni volta spiego a nonna Bianca che abito a Bergamo e non in un paese disperso nel deserto. Tuttavia, sembra che non ne voglia sapere e che il cibo della sua terra non si possa trovare di eguale livello da nessuna parte del mondo!

Penso che nonna Bianca sia nata per cucinare e che preparare magnifiche ricette sia il suo personale modo per occuparsi di chi ama e per dire loro “vi voglio bene”.

Ma questo mi sa proprio sia una caratteristica di tutte le nostre nonne italiane, sempre preoccupate perché ci vedono troppo magri e pensano che non mangiamo abbastanza.

Dopo il suo arrivo, nonna Bianca si insedia inesorabilmente in cucina e da lì non la smuove nessuno.

Sebbene lei taccia sempre il suo arrivo per fare una sorpresa ai nipoti, quando i ragazzi tornano da scuola percepiscono immediatamente la sua presenza fin dalle scale grazie ai gradevoli profumi che aleggiano nell’aria.

Infatti, le sue prime mosse appena entrata in casa sono di mettere sui fuochi la pentola per il brodo che deve essere sempre fresco, preparare la pentola del soffritto e infornare un dolce.

Nonna Bianca cucina in modo così appassionato e naturale che non si accorge dello scorrere delle ore, dei giorni, delle settimane e delle stagioni.

La vedi felice e mai stanca dietro ai fornelli a impastare tagliare, mescolare e annusare: sembra danzare dietro al bancone e il suo viso diventa senza tempo.

Le ricette sono prese dalla tradizione, alcune volte rielaborate, quasi mai scritte: questo è il vero problema!

Quando le chiedi quanto zucchero ha messo o quanta farina ha aggiunto, lei risponde come se non capisse la domanda: “Maaa, vai a occhio”, “Vedi un po’, così”, “Ma dai lo capisci, no?”.

No, non lo capisco!

Carpire i suoi segreti e tutta la sua meravigliosa magia non è facile, ma noi ce la metteremo tutta.

E oggi, per vari motivi, vi presento la torta di rose.

Per prima cosa, è una delle mie torte preferite, bella, preziosa, elegante e buona. Inoltre, la sua lavorazione è lunga, perciò la sua riuscita dà una soddisfazione enorme. Quando ero piccola ammiravo la mia mamma che ne seguiva i passaggi con tanta pazienza e amore. Infine, è un dolce tipico della mia meravigliosa città, Mantova, introdotta da Isabella d’Este quando nel 1490 sposò Francesco II di Gonzaga. Ma, soprattutto, è una delle torte che nonna Bianca realizza stupendamente e che impasta e crea insieme ai suoi nipoti!

La cucina fa famiglia, fa amore, unisce sia durante la preparazione sia mentre se ne gustano a tavola le creazioni.

E Verde Salvia Home, con i suoi prodotti e la sua filosofia attenta al passato e alla tradizione, ben si adatta a fare da sfondo amorevole a tutte le occasioni dove la famiglia la fa da padrona.

Per realizzare questo delizioso dolce, serve una teglia di alluminio alta e stretta (diametro 20 e altezza 12 cm).

Gli ingredienti per l’impasto sono:

– 250 gr di farina di forza

– 250 gr di farina 00

– 200 gr di latte intero

– 50 gr di zucchero

– 50 gr di burro a pezzi

– 2 uova

– 1 lievito di birra

– un pizzico di sale

 

Gli ingredienti per la farcitura sono:

– 100 gr di burro

– 100 gr di zucchero

Mescolare insieme il latte, il lievito di birra sbriciolato, lo zucchero e amalgamare per bene.

Aggiungere le uova, i due tipi di farina, il burro e il sale: amalgamare gli ingredienti fino a raggiungere un impasto morbido.

Lasciare lievitare l’impasto per circa 1 ora.

Stendere la pasta tra due fogli di carta forno, formando un

rettangolo sottile di circa 4/5 mm.

Mescolare il burro per la farcitura, fatto ammorbidire precedentemente a temperatura ambiente, con lo zucchero.

Spalmare il composto ottenuto sulla pasta.

Arrotolare la sfoglia su sè stessa da entrambi i suoi lati più lunghi, così da ottenere due cilindri.

Tagliare poi dei tronchetti alti circa 10 cm e posizionarli molto uniti all’interno della teglia cosparsa prima di burro e poi di zucchero.

Lasciare lievitare per un’altra ora, meglio se coperto con una pellicola trasparente in un ambiente caldo.

Preriscaldare il forno a 180°.

Cuocere per 30/35 minuti a 180° con forno a modalità statica, poi continuare la cottura abbassando la temperatura a 160 ° con forno in modalità riscaldamento inferiore.

Sfornare e, quando si è raffreddata, spolverare abbondantemente con zucchero a velo.

Grazie nonna Bianca e buon appetito!